Recensione Mar20

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Recensione

Pubblicato dalla casa editrice Bompiani è uscito nelle librerie a fine 2013 un nuovo romanzo giallo: “L’eredità dei Santi”, dello scrittore Giulio Massobrio.

Direte: “Vabbè, che c’è di strano, non sarà il primo …”.

Ebbene, no, questo libro ha caratteristiche particolari che lo rende unico per noi. In primo luogo l’ambientazione. La trama del giallo, una serie di omicidi che un burbero commissario di polizia ha il compito di risolvere, si dipana quasi interamente tra la città di Alessandria ed un piccolo paese dell’Alta Val Borbera, vicino a Cabella, e che l’autore chiama curiosamente “Berghe”.

Difficile indovinare cosa avesse in mente ….

“Berghe ha stradine strette che, al più, consentono il passaggio di un mulo affardellato. Il villaggio è tutt’uno con la montagna, a strapiombo sulla valle. Un ruscello lo attraversa, tagliando l’unica strada degna di questo nome, interrompendola quando le piogge si fanno intense. Non c’è ponte, solo un guado di cemento vicino al quale, in questi giorni di festa, è posizionato il ballo a palchetto …..”

Inoltre tutti gli abitanti di quel paese portano un unico cognome: “Santi” e sono quasi tutti parenti.
Si sa che tra la Chiesa e i Santi c’è abbastanza affinità ….

L’accenno, seppur romanzato, ad un tragico e doloroso episodio effettivamente accaduto da noi molti anni fa mi ha poi tolto ogni dubbio sulla fonte di ispirazione dello scrittore.

In realtà, Giulio Massobrio ha veramente e recentemente visitato Berga ed alcuni nostri compaesani, citati a fine libro, sono stati di aiuto nel lavoro dell’autore, con il racconto di antiche vicende accadute.

In complesso, un libro – per chi ama il genere “giallo” – gradevole da leggere e che non mancherà di incuriosire e coinvolgere in modo speciale il lettore di origine berghese.