Percorso a piedi Berga – Monte Antola Giu14

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Percorso a piedi Berga – Monte Antola

Difficoltà:   E (Escursionisti medi)

Dislivello in salita:   695 mt.

Tempo di percorrenza:   2.30 – 2.50 ore

Si risale tra i faggi la remota valle del Rio Berga fino alla Costa dei Campassi, con panorami sui versanti nord del monte Antola e del monte Buio.

Escursione

Accesso stradale:   uscendo al casello di Vignole-Arquata dell’autostrada A7 Genova-Milano, si prende a destra la rotabile che rimonta la Val Borbera.   Si oltrepassa Cabella Ligure e si prosegue in direzione Carrega Ligure, fino ad incontrare la diramazione per Agneto, da dove si continua prima in discesa e poi in salita fino a Berga (902 mt., bar consortile stagionale).

Il suggestivo paese di Berga sorge a mezzacosta di fronte alla Cappella di San Fermo (sul versante opposto). A metà Ottocento contava ben 380 abitanti.   Una strada lo raggiunse nel 1965, mentre “il fascino antico di un paese senza luce è definitivamente tramontato nel 1986 con l’arrivo dell’energia elettrica”.   Già nominato nel 994 tra i possedimenti dell’Abbazia di San Fruttuoso di Capodimonte, nel 1906 quasi tutte le case, ancora coperte di paglia, furono divorate da un incendio.   Oggi un consorzio rurale mantiene vivo il paese con l’aiuto dei villeggianti.

Berga1

Itinerario:   dallo slargo adibito a posteggio auto all’inizio del paese di Berga si procede verso l’abitato dove si incontra l’indicazione del sentiero CAI 250.   Si sale a sinistra e si giunge ad una cappella, che precede il cimitero.   Qui si svolta a destra per rimontare il pendio boscoso, su un sentiero dal fondo che richiede attenzione.   Tra i muri a secco e grandi faggi si raggiungono i Casoni di Berga (1.050 mt. circa).   Passati presso i ruderi delle antiche stalle, all’altezza dell’abbeveratoio si sale per un difficoltoso tratto lastricato ed un impluvio, seguendo con attenzione i segnavia bianco-rossi.   Al termine della salita si giunge al bivio con il sentiero CAI 246, che arriva da Campassi: svoltando a destra si prosegue in falsopiano nella faggeta.   Il sentiero, di nuovo evidente, taglia in salita le pendici del monte Berga.   Arrivati nei pressi di uno slargo roccioso, il panorama si apre sulla dorsale tra Borbera e Brevenna e sul monte Buio.   Il sentiero raggiunge ora la Costa dei Campassi (rimboschimento di conifere) e, dopo un tornante a sinistra, con qualche saliscendi esce dal bosco.   Percorrendo un tratto panoramico si arriva alla Sella Banchiera (1.282 mt., 1.30 – 1.40 ore da Berga), dove si trova un tavolo con panche.

La sella è un punto panoramico sull’alta Val Borbera, nonché crocevia di sentieri.   Da destra arriva infatti il sentiero CAI 251 dal Capanno di Tonno, mentre da sinistra giungono qui i sentieri CAI 245 da Croso e CAI 243 da Reneuzzi.

Sella Banchiera

Si prosegue sul sentiero CAI 245 in direzione Sella Est Monte Antola.   La mulattiera continua a salire nel bosco con una ripida rampa, poi giunge ad una seconda sella, con bel panorama verso il monte Buio e i monti della catena dell’Antola.   Proseguendo lungo il costone si guadagna una terza selletta a quota 1.476 mt., ai piedi della piramide sommitale dell’Antola.   Oltrepassata una recinzione si piega a sinistra nel bosco, sul sentiero che taglia quasi in piano il fianco nord-est della montagna.   Dopo alcune centinaia di metri, percorso un tratto dissestato dove occorre un po’ di attenzione per reperire i segnavia, si superano in salita alcune roccette e si giunge alla Sella Est del monte Antola (1.544 mt.), crocevia di sentieri.   Da qui si prosegue a destra lungo il sentiero CAI 200, che, salendo sullo spartiacque fra Borbera e Trebbia, conduce in breve sulla sommità del Monte Antola (1.597 mt.).

Il monte Antola è la vetta più conosciuta e frequentata del gruppo omonimo, posto tra la valle Scrivia, la val Trebbia e la val Borbera.   Considerata per antonomasia la “montagna dei genovesi”, è una meta frequentatissima dagli escursionisti soprattutto durante la bella stagione (maggio-settembre), pur offrendo itinerari di notevole interesse anche nei mesi invernali.   Il monte Antola si distingue per la sua sommità erbosa, a forma piramidale, sopra la quale si innalza una croce.   Ai piedi della vetta sorge una piccola cappella dedicata a San Pietro.

Nelle giornate limpide dalla vetta si gode un ottimo panorama sui vicini monti Ebro e Lesima (direzione nord), vette del gruppo del monte Maggiorasca e del monte Penna, Alpi Apuane (direzione est), arcipelago Toscano e Corsica (direzione sud), Appennino ligure, sino alle più alte vette dell’arco alpino nord-occidentale (direzione ovest); in direzione sud-est colpo d’occhio sul bacino artificiale del Brugneto.   Il versante ligure è compreso all’interno dell’area del Parco dell’Antola, istituito da una legge regionale della Liguria nel 1995.

Fino alla prima metà del XX secolo è stato un frequentato punto di passaggio e di scambi commerciali tra le comunità insediate nelle le valli e che oggi conservano ricordi e tradizioni comuni.

Sul monte Antola transitava la via del sale lombarda, che partendo da Pavia percorrendo la valle Staffora, saliva al monte Bogleglio, seguiva tutto il crinale tra val Boreca e val Borbera e superato l’Antola scendeva a Torriglia e quindi raggiungeva Genova.

Antola