Diario di scuola Set29

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Diario di scuola

Questa estate, mentre procedevamo allo svuotamento dei locali dell’abitazione donata al paese (grazie ancora a Bice, Lino e Virginia!)  è  emerso tra le varie carte ammonticchiate anche questo documento, che ho poi letto a casa con curiosità ed interesse.

Si tratta di un vecchio registro della scuola del nostro comune di Carrega Ligure, risalente all’anno scolastico 1942-43.

Il diario, scritto dalla maestra dell’epoca sig.ra Guglielmina Rebecchi, contiene note che danno un’idea molto pregnante della vita, delle emozioni e delle difficoltà che quella piccola comunità di scolari, famiglie e maestra doveva  fronteggiare giorno per giorno.

Siamo nel bel mezzo della Seconda Guerra Mondiale e gli scritti della maestra, inizialmente concentrati  sulle sue difficoltà di inserimento in una realtà per Lei nuova e sulla descrizione della vita delle famiglie di allora, si spostano nella seconda parte dell’anno su accenni sempre più marcati ad episodi di una guerra che per l’Italia si sarebbe poi trasformata in tragedia.

Buona lettura!

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Carrega Ligure (AL)

Anno scolastico 1942-43

Cronaca ed osservazioni dell’insegnante sulla vita della scuola

 

1° Ottobre 1942

Sono arrivata ieri sera a Carrega Ligure, come straordinaria di ruolo.    Ho le prime tre classi.   L’aula è ampia, forse troppo per un paese di montagna, con quattro belle finestre.   I piccoli, quei pochissimi presentatisi, sembrano cari e intelligenti.    Molte mamme sono venute a dirmi che per ora non possono mandarmi i loro figliuoli, poiché necessitano a casa per condurre al pascolo le mucche.   Ho cercato di convincerle per il bene dei loro figliuoli a mandarli al più presto.   E nonostante i primi crucci mi accingo al lavoro con tutta la mia buona volontà e la certezza di riuscire a conquistare le famiglie.

 

2 Ottobre

Ho presenti cinque scolari in tutto.   Mi guardano con occhi scrutatori i grandicelli, con occhioni in cui c’è un segreto timore le piccoline di prima.   Forse pensano alla mamma lasciata da poco.   Ma anche la maestra è una seconda mamma e con abili domande, dapprima esitanti, i piccoli sentono presto il bisogno di confidarsi e di raccontare la loro vita.

 

5 Ottobre

Ho in tutto undici bimbi: 4 in terza, 5 in seconda e 2 in prima.   Farò le 3 classi contemporaneamente.

 

15 Ottobre

La frequenza è ancora scarsa, troppo scarsa nonostante la mia opera di persuasione fra le famiglie.   Per accontentarmi mandano i bimbi saltuariamente.   Non è possibile ottenere di più.   La massima Autorità, l’esempio viene dall’alto, si crede in dovere di mandare il figlio alla scuola fin dopo i Santi e naturalmente la popolazione trova comodo seguire il suo esempio.

 

18 Ottobre

Cerimonia d’inaugurazione dell’anno scolastico.   Il R. Arciprete ha rivolto ai pochi bimbi presenti parole di circostanza.

 

21 Ottobre

Per la prima volta sono riuscita a sentire la voce di Franca, una bimbetta di prima, intelligente, ma di una timidezza quasi morbosa.   Ne ho provato una viva gioia.   La piccola sensitiva però, appena si è accorta di essere osservata, si è racchiusa subito in sé stessa.   Ma le interessanti figurine messe a disposizione dei piccoli di prima saranno, come stamane, il mezzo che spingeranno la bimba a vincersi e a rivelare la sua anima.

 

22 Ottobre

Stamane è arrivata una nuova piccola di prima: Ines Ponta.   Viene dal Connio.   Una bella tombolina, sempre sorridente e piena di buona volontà di fare e disinvolta.   Cosa questa che ha fatto restare a bocca aperta questi cari orsacchiotti che stentano a dire una parola.

 

28 Ottobre

Commemorazione della Marcia su Roma.   Una semplice storia, interessante come una fiaba, ha tenuto desta l’attenzione l’attenzione dei miei piccoli, facendoli volta, volta vibrare di sdegno o di entusiasmo.

 

30 Ottobre

Ottobre è finito e siamo ancora senza registri.   La frequenza ora è quasi completa.   Mancano due maschietti di seconda che sono a servire fino ai Morti.   Si comincia presto a guadagnarsi la vita quassù.   Troppo presto dico io, e con non poca grettezza da parte delle famiglie, perché coloro che sono a servire sono fra i più ricchi.

 

2 Novembre

Finalmente le mie classi sono al completo.   Dovrò in parte rifare il lavoro fatto per i nuovi arrivati.   Come lavoro penso che la prima e la terza mi seguiranno bene.   Non così la seconda che lascia a desiderare in lingua e aritmetica.   La maestra dello scorso anno ha lavorato.   Le famiglie però, appena finita la scuola, hanno mobilitato questi piccoli per il pascolo.   Quattro mesi di vita libera, fra le bellezze di questi boschi e di questi monti, ma anche e solo fra mucche e pecore senza più un libro, un giornale.   Cosa possono ancora ricordare questi piccoli?   Ben poco.   Con tutta la mia buona volontà cercherò di istradarli di nuovo a riprendere la via per questo nuovo anno di lavoro.

 

5 Novembre

Adunata didattica a Rocchetta Ligure.   La R. Direttrice è stata ricca di consigli e di tanta umana comprensione per le maestre più lontane.

 

8 Novembre

Nuovi arrivati dalla Frazione Connio dove quest’anno non si terrà la scuola sussidiata.   Sono: un piccolo di prima e due di seconda venuti ad aumentare un poco il numero troppo misero dei miei scolari.

 

9 Novembre

Sono arrivati due piccoli sfollati.   Staranno tutto l’anno con noi.   Li abbiamo accolti con tanta simpatia.

 

10 Novembre

Finalmente sono riuscita ad esporre l’Alfabetiere.   E’ stata una grata sorpresa per i miei piccoli.   Meravigliati guardavano le illustrazioni colorate.   Ed erano gridi di gioia, osservazioni gaie, un trillare festoso di uccellini in nido.

 

24 Novembre

Giuseppe il piccolo del Connio è assente.   Domani andrò a trovarlo.   Un bimbo sempre solo, intelligente ed affettuoso, con un faccino sempre un poco spaurito e con degli occhi buoni, buoni che mi seguono sempre.

 

25 Novembre

Un piccolo antro basso quasi privo di luce, con pavimento di terra battuta dove a malapena si può girare attorno ad una stufa posta nel mezzo dell’abituro.   Un uomo è intento a pulire il forno aiutato da una ragazza.   Una vecchina accoccolata su uno sgabello è vicina alla stufa.   Tre altri ragazzi sono seduti alla belle e meglio.   Ecco la casa e la famiglia di Giuseppe.   Mi accolgono con lieta sorpresa e con piacere.   La vecchina mi fa un mondo di complimenti e mi racconta della nuora ricoverata in una casa di alienati.   Il mio Giuseppe su un giaciglio è lì rosso dalla febbre.   La nonnina mi promette di mandarlo subito appena guarito ed io esco di lì col cuore stretto, stretto.

 

27 Novembre

Ersilia una piccola di prima ma ha mostrato stamane un suo disegno raffigurante il fuoco.   L’ho invitata a scrivere il nome sotto al disegno.   Mi ha guardata un poco indecisa, poi è tornata nel banco.   Eccola di nuovo tornare con una viva luce di soddisfazione negl’occhi.   La parolina è stata scritta giustamente.  La piccola non sapeva ancora di saper scrivere.  L’ha scoperto or ora e gioisce dell’improvvisa rivelazione.

 

29 Novembre

Oggi sono andata a trovare Carla che non stava bene. Conosco ormai tutte le famiglie.   La popolazione è buona e cordiale pur sotto un’apparente freddezza.

 

30 Novembre

Abbiamo finito la decorazione dell’aula.   I miei ragazzi sono soddisfatti del loro lavoro.   La classe è la nostra casa ed essi cercano di renderla bella ed accogliente.

 

5 Dicembre

Balilla.   La storia del piccolo genovese ha destato, come sempre, tanto interessamento misto al desiderio vivo di poterlo imitare.

 

7 Dicembre

Oggi due famiglie hanno portato due slitte di legna.   I miei ragazzi ne erano felici.    E il caldo a scuola assicurato per un poco di tempo.   Finite le lezioni si sono messi tutti al lavoro in una simpatica gara per potere riporla al più presto al riparo dalle intemperie.

 

17 Dicembre

Oggi abbiamo fatto il Presepio.   L’abbiamo fatto tutto noi: pastori, pecorine, casette.   Era in tutti un desiderio di fare, di rendersi utili.   I piccoli hanno ammirato entusiasti l’opera dei grandi.

 

18 Dicembre

Prima di lasciare la scuola per le vacanze di Natale ci siamo ricordati dei nostri fratelli che combattono su tutti i fronti.   Abbiamo pregato per essi ed abbiamo voluto che a tutti i combattenti di Carrega giungesse il nostro augurio e tutta la nostra simpatia.

 

18 Gennaio

Torno in sede per il mio turno di lavoro in queste vacanze.   I piccoli mi hanno rivista con piacere, ma non si aspettavano di vedermi così presto.   Me lo ha confessato Fiorentino, il viso tutto in luce per la gioia improvvisa.

 

1 Febbraio

Ripresa delle lezioni con un anticipo di quindici giorni.   La popolazione è contenta di ciò.   Ci siamo rivisti tutti e con nuova lena riprendiamo il nostro cammino.

 

8 Febbraio

Sorella neve è venuta a trovarci.   I più lontani oggi sono tutti assenti per le strade impraticabili.   Noto un leggerissimo miglioramento in lettura nella seconda classe dopo che lascio i piccoli liberi di scegliersi la lettura da fare ad alta voce in classe.   Lasciati liberi di fare essi mettono tutto il loro impegno e mi danno modo di conoscere i loro gusti, le loro tendenze.

 

9 Febbraio

La neve.   Spettacolo vecchio e sempre nuovo.   Un cielo nuvoloso.  Coi piccoli di prima abbiamo osservato l’inverno.   Poi li ho invitati a disegnare quello che vedevano ed a scrivere qualche parola d’illustrazione.   I pochi presenti hanno saputo fare e tutti bene.   Ottenere ciò ai primi mesi di scuola in una prima classe dove contemporaneamente la maestra deve occuparsi di altra classe è molto.   Ogni giorno più sono contenta del metodo globale che, mentre lascia al bimbo tutta la sua libertà, gli dona presto l’immensa gioia del saper leggere e scrivere da solo.

 

10 Febbraio

Oggi ho spiegato la decina.   Ho raccontato una bella favola e l’ho illustrata alla lavagna, cosa che ha suscitato l’entusiasmo dei piccoli ed il massimo interesse.   Colpire la fantasia del bimbo, suscitare sentimenti, ecco ciò che dovremmo tenere sempre presente, specialmente nelle prime classi per ottenere gioiosa, spontanea applicazione della mente.

 

11 Febbraio

In prima solo il piccolo Giovanni non è ancora padrone del meccanismo della parola e, pur conoscendo tutti i suoni dell’alfabeto, trova gran difficoltà a scomporre le parole e a ricomporle.   I giochi messi a sua disposizione lo interessano ma non riesce ancora ad acquisire quella sveltezza che gli altri hanno.

 

12 Febbraio

Il soldato Bozzini che è in Russia ha scritto alla famiglia pregandola di ringraziarci per la lettera inaspettata di auguri natalizi.   So di altri soldati che hanno scritto alle famiglie mostrandosi grati del ricordo.   Ai piccoli direttamente nessuno ha risposto.   Essi sono lo stesso tanto felici per le lettere giunte a destinazione.   Penso però che un breve scritto li avrebbe fatti ancor più lieti.

Per essere più vicina alle famiglie ho iniziato un quaderno di corrispondenza.   Francamente l’idea era venuta dai primi giorni, ma era rimasta inattuata per l’esagerato costo della carta.   Con materiale di fortuna ora la mia voce penetra nelle famiglie ed esse, lo sento dalle risposte, mi sono più vicine.

 

3 Marzo

L’eroica figura dell’invitto Duca di Ferro è stata rievocata stamane alle mie scolaresche.   Il suo eroismo e quello dei suoi soldati sarà rivendicato.   L’Italia tornerà ancora a far sventolare la sua bandiera in quelle terre già sue e consacrate dal nostro eroismo, dal nostro lavoro.

 

5 Marzo

Riunisco alle altre la classe seconda che fin dal novembre avevo staccata dalle altre.   Francamente avrei preferito tenere unite tutte le classi, perché il lavoro contemporaneo porta buoni risultati in lingua, nozioni varie ecc. ma non mi è stato possibile.   In seconda c’era troppo da fare.  Elementi ritardatari e svogliati erano bisognosi di cure più dirette ed attente.   Ora che in lettura non si sillaba più e che ci siamo un poco più orientati in aritmetica e lingua scritta penso che l’unire detta classe alle altre non potrà che portare giovamento a tutti.

 

6 Marzo

Stamane ho visto il babbo di Franco e Giovanni venuto da Genova per trovare i figli.   Lealmente gli ho manifestato la mia preoccupazione per i suoi piccoli e mi sono raccomandata perché consigli la famiglia che li ospita ad essere più severa con essi, specie nei riguardi del piccolo Giovanni che potrebbe fare ma …. che sapendosi libero, come un piccolo puledro, è sempre a scorrazzare.   Mi ha ringraziato e promesso di fare.

 

23 Marzo

Borg Pisani.   Rievocando il tuo sacrificio, le lagrime hanno velato gli occhi dei miei piccoli.   E ti abbiamo visto immobile sulla scogliera di Malta pronto per l’estremo sacrificio.   Eri fiero di morire per la nostra Madre comune, per l’Italia.   Continuatore ideale dei martiri del glorioso risorgimento hai mostrato come la nostra gente non cade per fame e capestro.   Salve!

 

30 Marzo

Nella frazione Connio c’è un caso di difterite.   Mi sono raccomandata ai bimbi affinché, nonostante il loro desiderio, non vadano a trovare il compagno ammalato per non essere colpevoli di diffondere la malattia.

 

1 Aprile

La difterite ha voluto la sua vittima.   Due mamme stamane sono venute a riprendersi le bimbe.   Oggi andrò dalla Signorina Direttrice per sapere come devo regolarmi.

 

2 Aprile

Il Comune ha ordinato la chiusura delle scuole.   Trovo giusto il provvedimento ma mi spiace infinitamente per i miei piccoli.   Torneremo dopo Pasqua.   Cosa ricorderanno?

 

27 Aprile

Ritorno in sede.   Ho deciso di colmare per quanto possibile al danno prodotto dalle lunghe forzate vacanze di quest’anno col far venire al pomeriggio gli alunni di tutte le classi più bisognosi di cure.

 

28 Aprile

L’affondamento della Portaerei “Ranger” ha vivamente interessato i miei piccoli.

 

30 Aprile

Continua la raccolta di ferro e carta nonostante le difficoltà incontrate nelle famiglie per donare quello che i bimbi sanno essere necessario privarsi per il bene della Patria.

 

1° Maggio

Un episodio di guerra del “Sommergibile Giada”, che è riuscito dopo una dura prova a tornare vittorioso alla base, ha fatto esultare i miei piccoli che non sognano che vittorie.

 

6 Maggio

Pure stamane ho vivamente raccomandato ai miei piccoli di non raccogliere nei boschi nessun oggetto che potesse interessarli.   Il nemico potrebbe tendere un tradimento.   L’esempio del piccolo Romeo e di altri devono insegnare.

 

7 Maggio

Il modesto orto di classe è stato seminato.   In classe, nelle cassette costruite dai bimbi, abbiamo seminato la portulaca.

 

11 Maggio

In tutte le guerre rifulge l’eroismo dei nostri soldati.   Stamane ho rievocato l’atto di valore della medaglia d’oro Nicola Brandi.

 

14 Maggio

La battaglia di Tunisia si è conclusa. I bimbi hanno saputo del meraviglioso comportamento dei nostri soldati che hanno resistito oltre il limite dell’umana natura e che si sono arresi solo per ordine del Duce.

 

14 Maggio

Per ordine ministeriale le scuole si chiuderanno il 20 maggio.   La chiusura anticipata non mi coglie alla sprovvista.   Ho ultimato il mio lavoro e la coscienza del dovere compiuto mitiga in parte il dispiacere del poco tempo a mia disposizione per il ripasso.

 

17 Maggio

Per venire incontro al desiderio della popolazione inizio, stamane, le lezioni alle ore sette.   Con l’uscita alle ore 11 i bimbi avranno modo di portare un valido aiuto ai genitori, occupandosi del pascolo.

 

20 Maggio

Chiusura delle scuole.   Uno sguardo al lavoro fatto, un pensiero amoroso ai miei piccoli che hanno cercato di lavorare con tanto entusiasmo.   La parentesi di riposo darà a tutti nuove forze per riprendere insieme l’anno venturo, in comunione d’affetto, il lavoro così bene iniziato quest’anno.

 

20 Maggio 1943

Guglielmina Rebecchi